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Lo scorso 5 maggio si è riunita la commissione consiliare per parlare della partecipata AMES s.p.a..  Anche i cuochi degli asili sono dipendenti di questa società, ma le problematiche di chi lavora in queste cucine, un lavoro tutt’altro che semplice e non esente da responsabilità non sono mai state oggetto di un focus volto ad affrontare le criticità..

I cuochi non sono inquadrati contrattualmente come tali, ma sono remunerati come “aiuti cuoco” e questa definizione è involontariamente comica, perchè questi operatori non aiutano e non sono aiutati proprio da nessuno: preparano da soli anche 60 pasti diversificati tra lattanti, bambini divezzi e adulti (educatrici e ausiliarie), in caso di emergenza anche 80.

Hanno diritto solo a undici mensilità di stipendio in un anno, in quanto l’asilo è chiuso in agosto e la disparità con gli altri dipendenti del comune che beneficiano della tredicesima non trova alcuna ragionevole motivazione.

L’impostazione organizzativa delle cucine è a dir poco carente. Gli stessi cuochi, (aiuti cuoco), ricevono la merce fresca dall’esterno mentre sono intenti a cucinare 60 pasti e va da sè che non possono trattare il cibo sul piatto dei bambini con gli stessi dispositivi di protezione con cui ricevono la merce “da fuori”. I Cuochi sono responsabili di quanto può accadere in ai bambini in relazione al cibo, ma anche di ciò che accade in cucina.

Viste le procedure di sanificazione richieste, questa promiscuità, alla riapertura, renderà il tutto più pericoloso.
Questa emergenza dovrebbe far comprendere la delicatezza della responsabilità  nella prevenzione di contaminazioni incrociate (le stesse a cui è esposta la popolazione mondiale e per le quali è stata  responsabilizzata, imponendo l’uso della mascherina e guanti).

Il pasto dei lattanti è un menu di massima in che va aggiornato e personalizzato quotidianamente a seconda degli inserimenti alimentari individuali e delle abitudini del bimbo.

Le tabelle compilate dai genitori (fornite dalla pa) spesso non tengono conto della presenza di alimenti allergizzanti quali arachidi e nocciole (presenti nel pesto) e sta al buon senso del cuoco allertare genitori tramite le educatrici.

In sostanza ci sono tutti i presupposti affinché qualcosa possa andare storto, a scapito della sicurezza dei bambini.

Questi nodi debbano essere affrontati e risolti, per questo ho chiesto una commissione consiliare con la partecipazione di rappresentanti dei lavoratori di Ames.