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I dati statistici riferiti alla realtà urbana veneziana fotografano il peggioramento delle condizioni di vita quotidiana dei cittadini: la qualità dell’aria è pessima, i tempi di percorrenza casa-lavoro sono alti, si registra un forte calo demografico e aumenta il disadattamento sociale di bambini e adolescenti.

È in atto ormai un totale accentramento del lavoro negli agglomerati urbani e questo rischia di rendere invivibili le città.

Cosa si può fare dunque fare per ridurre il traffico urbano, aumentare il benessere dei cittadini e aiutare a conciliare vita lavorativa e famigliare?

Una risposta c’è.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, chi lavora in regime di telelavoro, cioè da casa propria, è mediamente più produttivo dei dipendenti che sono in ufficio (aumento della produttività del 35%-40%) e si assenta di meno (63% delle assenze in meno)!

Il telelavoro è dunque la modalità di lavoro delle città del futuro: un modo nuovo di concepire l’attività lavorativa, che mette in primo piano tutela dell’ambiente e benessere della persona.

Per diffonderlo, però, sono necessari una nuova cultura e una nuova mentalità: lasciar lavorare il dipendente a casa propria non vuol dire perderne controllo, ma solo dover verificare puntualmente il risultato del suo lavoro!

Così – per chi lo desidera – l’abitazione diventa anche l’ufficio e chi ha bambini da accudire può finalmente farlo anche se lavora.

Spetta alla politica fare il primo passo ed indicare la strada da seguire introducendo nel settore pubblico le forme di smart working e telelavoro nella misura massima possibile.

Gli strumenti ci sono già, basta applicare la legislazione nazionale vigente in linea con quanto già fanno moltissime città in Europa in termini di smart working.

Le novità introdotte di recente nella legislazione italiana consentono di abbattere i tempi e i costi di attivazione delle postazioni a casa, con conseguente risparmio su affitti, utenze e buoni pasto… oltre al vantaggio di poter fornire servizi in orari diversi!

Insomma cosa aspettiamo ad applicarlo a tutti livelli?

Sul piano nazionale siamo già partiti con nuove proposte per incentivare il telelavoro (leggi qui), mentre a Venezia, dopo aver fatto inserire il telelavoro tra gli obbiettivi dell’ente in materia di organizzazione degli uffici, sto lavorando per sbloccare il nuovo regolamento sul telelavoro dal “pantano” in cui l’amministrazione l’ha fatto cadere.

A questo link trovi la mia più recente interrogazione sul telelavoro:

Leggi le proposte del MoVimento 5 Stelle sul piano nazionale qui.

Ecco qual è per noi la città del futuro!