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L’immobile la VIDA ha ospitato in passato una scuola di ostetricia, una scuola di medicina, un’osteria, un teatro dell’anatomia e molto altroconservando nei secoli una potente forza aggregativa fino a diventare, oggi, il simbolo di una Venezia “ribelle”.

Questa Venezia rivoluzionaria è la parte della città che non vuole soccombere sotto i colpi della speculazione economica e del proliferare di alberghi, ristoranti, negozi di souvenir  a vantaggio di turisti e a scapito dei pochi residenti rimasti.

In un contesto dove sembra che l’unico valore esistente sia quello dell’arricchimento economico individuale, stanno nascendo i semi di un nuovo orgoglio cittadino collettivo, che comincia a prendere le più svariare forme con un solo unico fine: salvare la città.

Così succede che siano in tanti, anzi tantissimi, a rivendicare il diritto d’uso di un immobile dal potente valore simbolico, conosciuto come la “Vida” in un campo ancora altamente popolato qual è San Giacomo dell’Orio.

Il progetto di tre associazioni “Omnia”, “El Caicio” e “About” e della giornalista Giovanna Pastega  prevede un utilizzo civico collettivo degli spazi, oltre alla creazione di un Centro di Documentazione della Storia e delle Tradizioni popolari veneziane e venete.

L’idea è stata  vista inizialmente di buon grado dalla stessa Regione, proprietaria dell’immobile, i cui uffici avevano iniziato a lavorare a una bozza di convenzione per la realizzazione del progetto.  Poi è arrivato il repentino e non motivato cambio di rotta ed è divenuto chiaro che la volontà della Regione era di procedere alla vendita.

Nel frattempo, tuttavia, lo spazio era divenuto luogo di aggregazione con la partecipazione di abitanti di tutte le età, che hanno realizzato spettacoli  teatrali, musicali, laboratori, cene, merende, attività ludiche per bambini, corsi di danza, di yoga, letture e presentazioni di libri per un ammontare, in due soli mesi, di 65 iniziative a cui hanno partecipato 3000 persone.

Così la “Vida” si è contrapposta alla “muerte” della città, diventando il simbolo del contrasto all’occupazione degli spazi da parte di alberghi e ristoranti: gli abitanti di San Giacomo hanno ricordato alle istituzioni che rivitalizzare la città è un loro dovere.

Adesso la parola passa al Comune che potrebbe salvare il destino dell’immobile impegnandosi a non concedere il cambio di destinazione d’uso necessario all’acquirente per aprire l’ennesima attività di ristorazione.

Attualmente, infatti, l’immobile è vincolato a “tipo SU – Unità edilizia speciale preottocentesca a struttura unitaria”, compatibile solo con attività museali, sedi espositive, biblioteche, archivi, attrezzature associative, teatri, sale di ritrovo e attrezzature religiose. Esattamente quello di cui la città ha bisogno: luoghi di aggregazione.

Guai, dunque, se il Comune acconsentirà all’apertura dell’ennesimo ristorante!

http://www.veneziatoday.it/cronaca/cena-vida-vendita-san-giacomo-orio.html
http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/09/29/news/i-giovani-aprono-l-ex-trattoria-vida-resti-un-bene-pubblico-1.15919020
http://www.veneziatoday.it/cronaca/occupato-trattoria-vida-venezia-san-giacomo-orio.html
https://www.change.org/p/presidente-della-regione-veneto-luca-zaia-salviamo-l-antico-teatro-di-anatomia-stop-alla-svendita-degli-immobili-storici-a-venezia?recruiter=559355195&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive.