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Ecco la nostra posizione ufficiale sul tema delle grandi navi:

Le grandi navi, nella logica del sistema attuale, non sono compatibili con le esigenze di tutela del fragile ecosistema lagunare e con la salvaguardia della città di Venezia: fino ad oggi si è sempre ragionato partendo da una prospettiva sbagliata, ovvero che la città e la sua laguna si dovessero adeguare alle grandi navi mentre per noi è vero l’esatto contrario.

Sosteniamo e valorizziamo una crocieristica di qualità, di dimensioni e cabotaggio contenuti e vogliamo che i giganti del mare non vengano collocati in nessuno dei luoghi previsti dai vari progetti sul tavolo.

La legge speciale per Venezia del 1992 prevede il ripristino morfologico della laguna mentre, se si scava ancora, in qualunque punto, anche alle bocche di porto, prenderà avvio il processo irreversibile di compromissione della stessa laguna che diventerà mare. La laguna è sottoposta ad un’erosione costante, pari a circa 1,1 milione di metri cubi di sedimento all’anno e il continuo movimento idrodinamico ha raggiunto livelli insostenibili.

Il fenomeno del gigantismo navale si traduce in un aumento incontrollato dell’inquinamento atmosferico, a causa delle emissioni prodotte dalle grandi navi, e in una pressione turistica che sta rendendo invivibile la città di Venezia, a danno dei suoi residenti e degli stessi visitatori che non possono così beneficiare a pieno delle sue straordinarie bellezze.  Il problema risiede nella stazza delle navi, così come nella loro velocità e quantità.

Abbiamo depositato, proprio in questi giorni alla Camera dei Deputati, una mozione, frutto del grande lavoro di concertazione fatto con i gruppi locali in questi ultimi anni, per chiedere al Governo l’applicazione immediata del limite massimo di 40 mila tonnellate di stazza previsti dalla legge, senza nessuna deroga per il passaggio nel bacino San Marco e nel canale della Giudecca, nelle more della definizione specifica del cabotaggio e del numero massimo di accessi compatibile con l’ecosistema lagunare. Un documento che verrà depositato nei prossimi giorni in tutte le istituzioni dove siamo presenti con i nostri consiglieri.

La Marittima deve essere appositamente fornita di infrastrutture elettriche per alimentare in banchina piccole navi e grandi yatch, compatibili con i passaggi in bacino.

Il porto di Venezia così come tutti i porti dell’Adriatico, deve specializzarsi in base alle necessità e alle specificità dei propri territori, compatibilmente con le esigenze di tutela ambientale e culturale, in un sistema di sviluppo portuale che deve essere collaborativo e non più competitivo.

Chiediamo altresì l’utilizzo di tecnologie di mitigazione degli inquinanti e di carburanti a basso tenuto di zolfo, con la previsione di ispezioni per le navi in entrata, sosta e uscita da parte di funzionari di sorveglianza in stanza permanente alla Marittima.

Qualcuno sta commettendo a Venezia l’errore già fatto a Porto Marghera: per inseguire il profitto, sono state lasciate in eredità ai cittadini macerie, inquinamento e costi di bonifica, senza mai affrontare seriamente la questione di uno sviluppo sostenibile.

Venezia è e rimane un gioiello ambito in tutto il mondo, con un valore culturale, architettonico, storico ed ambientale unico: solo attraverso progetti lungimiranti – che abbandonino una volta per tutte, la logica del gigantismo navale, lo scavo di nuovi canali navigabili e una pressione turistica soffocante, si possono far convivere in armonia lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente e della salute. Questi ultimi non possono essere più messi dalla politica in secondo piano.

Consiglieri M5S Venezia, Visman Sara, Scano Davide, La Rocca Elena

Deputati M5S, Spessotto Arianna, Da Villa Marco, Cozzolino Emanuele, Endrizzi Giovanni