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Il comportamento della maggioranza è sempre più disdicevole. In Commissione le opposizioni sono state ripetutamente interrotte con urla e improperi (dite “troiate”, ha urlato un consigliere della Lega). Insomma capiamo che dialogare da persone civili è una pura velleità, persino all’interno del consesso istituzionale.
Ricordo durante il mio anno trascorso in Norvegia quando guardavo in televisione i talk show, dove ognuno ascoltava l’avversario e poi rispondeva pacatamente. Potrà accadere un giorno anche in Italia?
La scorsa settimana abbiamo scritto un comunicato congiunto con le opposizioni, su questo tema:

La commissione relativa agli appalti ad Attiva, una società riconducibile al Sindaco, destinataria di tanti, (troppi), affidamenti pubblici, ha fatto emergere un certo nervosismo nei consiglieri di maggioranza.
Così durante gli interventi dell’opposizione (La Rocca, Pelizzato, Fiano, Pellicani), sia l’Assessore che i consiglieri hanno ripetutamente e maleducatamente interrotto cercando di ostacolare il dibattito. Tutti d’accordo, nella maggioranza, sul fatto che non ci sia nulla di strano nel mescolare affari privati e cosa pubblica. A nessuno è venuto in mente che, se è lecito essere imprenditori, non è opportuno appaltare ripetutamente a se stessi dei servizi, perché è importante che l’amministrazione conservi una posizione di terzietà al di sopra di ogni sospetto. Un amministratore dovrebbe fare delle scelte. Se vuole amministrare deve cercare in ogni modo di tenere separata la sua attività imprenditoriale dalla cosa pubblica. Se vuole fare affari, invece, eviti di candidarsi ad amministrare una città. Fare entrambe le cose non è corretto sotto il profilo etico, morale e di opportunità. Questo non sfiora i consiglieri di maggioranza che, infastiditi da tali ragionamenti sono passati alle urla e agli insulti dimostrando di impersonare perfettamente quel degrado culturale e di costume che troviamo oggi in Italia, a tutti i livelli.