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12.05.2016

Oggi c’è Consiglio comunale. Tra le nostre proposte c’è quella di estendere il servizio dei nidi alla fascia oraria 16.30-19.00, (laddove vi sia richiesta da parte delle famiglie).

Ci tengo a specificare che il Movimento ha come obbiettivo quello di offrire un maggiore servizio, non certo quello di precarizzare il personale della scuola!

Da parte di alcuni, l’introduzione di una nuova fascia oraria per tramite di soggetti esterni alla pubblica amministrazione è stato interpretato come volontà di aprire la strada all’esternalizzazione del servizio.

Niente di più lontano da quello che sostiene da sempre il Movimento.

Niente di più lontano da quello che vogliamo per i nostri bambini.

L’ipotesi dall’impossibilità attuale di procedere a nuove assunzioni, ma era concepita come del tutto transitoria.

Per maggiore chiarezza delle nostre intenzioni, la proposta che sottoporrò oggi al Consiglio sarà modificata.

La fascia oraria supplementare 16.30-19.00 rimane come obbiettivo, ma la sua concreta realizzazione sarà il frutto del confronto dell’amministrazione con le parti sociali. Si dovrà tener conto delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti: i bambini, attori principali, nel rispetto dei loro bisogni, le famiglie con particolare riferimento alle loro esigenze lavorative, gli operatori dei servizi, attraverso le loro rappresentanze.

 

QUI IN CALCE IL MIO PRIMO POST SUL TEMA:

Sappiamo qual’è oggi la condizione in cui versano i nidi comunali. Le educatrici sono presenti in numero insufficiente e le supplenze non bastano. Spesso si coprono gli orari con ordini di servizio, uno strumento che dovrebbe essere eccezionale e che è diventato, invece, di ordinaria amministrazione.

Capita che non venga rispettato il rapporto obbligatorio di un’educatrice ogni sei bambini.

Ho passato sei anni della mia vita vicina agli asili, poiché ho due figli di 5 e 8 anni.

So quanto sia importante e di qualità il nostro servizio e conosco le difficoltà che sta attraversando a causa del Commissario, che se l’è presa con i più deboli senza intaccare quel sistema di sperpero che grava sulle nostre tasche e … senza nemmeno risanare i conti!

La proposta delle nuove fasce orarie, che presenteremo in Consiglio giovedì 12 maggio, tiene presente tutto ciò.

Sia la fascia oraria part-time, h. 7.30-13.00, che quella supplementare, 16.30-19.00, sono indicate come eventuali, sulla base della disponibilità delle risorse umane, ma anche delle strutture.

Il part-time, se approvato, sarà possibile solo nelle zone dove ci sono asili piuttosto vicini, come, ad esempio a Castello, gli asili S. Provolo e Nuvola a pochi minuti l’uno dall’altro.

In tali casi una struttura potrà essere destinata al part-time e una al full-time.

Il servizio part-time non comporta un aggravio in termini di personale, ma al contrario porta un risparmio, perché nella struttura dedicata al tempo parziale c’è bisogno, per definizione, di meno personale.

La fascia supplementare 16.30-19.00 è pensata in gestione a soggetti esterni, come cooperative o associazioni qualificati, perché al momento non c’è sufficiente personale interno. E’ impensabile offrire il servizio con il personale interno attualmente impiegato, perché, come detto su, non basta nemmeno a coprire l’orario attuale.

Anche questa fascia oraria è eventuale e dipende dalla richiesta delle famiglie e dalla loro disponibilità ad una spesa supplementare a copertura dello stesso.

Il servizio attuale e soprattutto il rapporto di uno a sei tra educatori e bimbi va salvaguardato e chiunque pensa che il Movimento voglia incidere su questo rapporto o peggio introdurre l’esternalizzazione, si sbaglia.

Siamo stati i primi, in XI Commissione, a contestare la proposta della maggioranza, poi ritirata, di abbassare l’età dei lattanti da 15 a 12 mesi e l’argomentazione è stata proprio il rischio di predisporre il passaggio al rapporto educatori bimbi di uno a otto (cioè quello previsto per i divezzi dalla legge regionale).

La maggioranza ha capito che ne andava di mezzo la tutela del lattante e ha ritirato la proposta.

Men che meno, si vuole aprire la strada all’esternalizzazione.

Chi segue l’attività del M5S sa che scuola ed educazione sono dei capisaldi per noi e che ci siamo sempre battuti per l’internalizzazione del personale. Solo per citare l’ultimo esempio, ricordo la battaglia contro l’appalto Consip per le pulizie, il cosiddetto caso “scuole sporche”.

Abbiamo fatto mesi di battaglie per contestare l’esternalizzazione del servizio di pulizie, in comune e in Parlamento.

La qualità dell’educazione è un obbiettivo per noi prioritario. Ci considereremo soddisfatti solo se riusciremo a restituire agli asili almeno quel livello di servizio “ante-Commissario” reintroducendo quei progetti speciali che consentivano una maggiore presenza delle psicopedagogiste e la garanzia di rispetto del rapporto tra educatrici e bimbi di uno a sei.

Per qualsiasi commento o suggerimento scriveteci!