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Con la prossima tornata di amministrative, Brugnaro appoggia candidati in diversi comuni al voto, con la probabile ambizione di fare politica anche oltre Venezia.

Candidati a cui il capo di gabinetto del Sindaco dispensa consigli elettorali “E’ come vendere un fustino di detersivo, ciò che conta è il packaging”.

Finora dei fucsia, più che il packaging, abbiamo visto il “pacco”: cavallo di battaglia erano la sicurezza e lo snellimento dei vincoli burocratici ai privati, mentre l’unico risultato evidente sono gli affari che i grandi capitali stanno per fare su Porto e Aeroporto.

Lungi dal prendere le difese di Orsoni, c’è da dire che, almeno, aveva difeso strenuamente il controllo dell’Area ex Poletti dalle mire di Marchi, il privato, e sottolineo privato, che grazie alla politica si è comprato tutto l’Aeroporto.

Adesso non abbiamo più neanche quel freno. Brugnaro ha grande simpatia per Marchi e gli serve l’area ex Poletti su un piatto d’argento, senza, di fatto, alcun vincolo o controllo pubblico.

Per non parlare dei terreni di Tessera, aree verdi che, (non sia mai!), compensavano almeno in parte l’inquinamento prodotto dagli aerei che volano sugli abitanti di Tessera.

Ebbene si: i veneziani si sono fatti fregare dal packaging.

Una cosa, però, il Sindaco fucsia non ha calcolato, nel suo programma di andare oltre Venezia. La sua vittoria è dipesa dal malcontento verso l’amministrazione di sinistra e dagli scandali che hanno travolto la città.

Questa condizione i comuni al voto il 5 giugno non ce l’hanno. Non è detto dunque che gli elettori siano così disperati da votare sulla base del packaging elettorale innovativo.

Per inciso, io non compro i detersivi più reclamizzati, perché so che il costo aggiuntivo non è riconducibile ad una maggiore qualità, ma solo alle spese per la pubblicità.

Brugnaro esporta la rivoluzione fucsia_Corriere del Veneto