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Oggi in Commissione è stata discussa la mozione che ho presentato sul telelavoro.
La mozione chiede la revisione dell’attuale Regolamento, approvato dal Commissario Zappalorto, che limita tale istituto ad alcune categorie, quali, ad esempio, disabili, genitori di bambini piccoli o chi abita a più di 150 km dal luogo di lavoro.
Questo Regolamento è contrario all’Accordo Quadro Nazionale sul telelavoro nella pubblica amministrazione, che, all’art. 4, garantisce a tutti questa opportunità e non solo ad alcune categorie.

La ritrosia manifestata dal Regolamento comunale è di tipo culturale, come se il regime di telelavoro consentisse al dipendente di lavorare meno, quando, invece, i risultati sono oggettivi e quantificabili.
Il Movimento 5 Stelle promuove l’istituto del telelavoro perché porta vantaggi di numerosi tipi, quali:

1) risparmio per le amministrazioni sui costi degli spazi;

2) vantaggi ambientali grazie ai minori spostamenti delle persone;

3) vantaggi per la persona e per la conciliazione della vita lavorativa e familiare.
L’Assessore Romor, in Commissione, ha dichiarato che bisogna prima aspettare la riorganizzazione del personale.

Non  se ne capiscono i motivi, visto che la mozione impegna a sviluppare quest’istituto, già inserito – con un emendamento che ho presentato in sede di Consiglio comunale – quale criterio per la riorganizzazione generale degli Uffici e dei Servizi.

Insomma un eccesso di prudenza che non si spiega.

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=atti_3_248

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/81928

https://www.aranagenzia.it/index.php/contrattazione/contratti-quadro/altro/telelavoro/contratti/1832-accordo-quadro-sul-telelavoro

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/87510