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Ecco le sensazioni espresse con l’intervento nel primo consiglio comunale:

“Siamo curiosi rispetto al rinnovamento che ci ha colpiti. La città era incancrenita da oltre 20 anni di sperperi, di scelte fatte sulla base di logiche clientelari e di svendite scellerate del patrimonio pubblico.
Una ventata di novità era decisamente necessaria.
Ci auguriamo che le energie del nuovo sindaco siano incanalate nella giusta direzione.
Qual è per noi la giusta direzione?
Sappiamo che si vogliono rilanciare l’economia della città, il lavoro, portare legalità, dipanare la burocrazia e molto altro.
Per rilanciare l’economia”, dice il sindaco, “servono grandi investitori privati”. Questo è fuor di dubbio.. gli enti locali non hanno più una lira!
Tuttavia ci auguriamo che la visione del sindaco non si limiti al rilancio dell’economia e alla soluzione dei problemi immediati, ma che sappia anche essere una visione di lungo termine.
Una visione sostenibile.
La presenza del privato non deve consentire che lo stesso metta le mani sulla città..

Il patrimonio pubblico deve rimanere tale!

Non è detto che scelte fatte per soddisfare specifici interessi economici, siano quelle migliori per la città, nel lungo periodo.
 Attenzione in particolare alle operazioni di scavo in laguna. Lo scavo in laguna non è irrilevante e non è privo di effetti sul lungo termine.
Ci è piaciuta una frase del sindaco che diceva che la lentezza di Venezia è una peculiarità che va assolutamente preservata. Ma questa lentezza si può preservare con l’aumento indiscriminato di turismo, barconi turistici e navi da crociera?

E’ evidente che dobbiamo pensare ad uno sviluppo economico di tipo diverso.

Siamo convinti che il lavoro possa nascere anche da una visione ecosostenibile della città.

Cosa vuol dire ecosostenibile? Vuol dire che noi viviamo la città, la utilizziamo, ma poi la lasciamo integra, dal punto di vista ambientale, per le generazioni future.

Possiamo creare lavoro attraverso la valorizzazione delle isole e delle loro specificità, ma anche attraverso la rete dei forti.

Tutto questo, dovrà passare per un’azione di programmazione che metta in connessione la rete dei forti e delle isole.
Progetti europei..
Gli investitori privati non sono l’unica via di salvezza.

Ignoriamo tutto il ramo dei fondi europei. Puntare all’accesso alle risorse europee non è un obiettivo di chi asseconda logiche assistenziali:  si tratta di soldi nostri!

Non sono regali che arrivano da benefattori europei, ma prelievi fiscali di somme che dovrebbero rientrare nel nostro territorio, sotto forma di progetti europei.

Riprendiamoci dunque questi soldi, perché non possiamo permetterci di fare beneficenza all’Europa.

Infine, ma non ultimi per importanza: scuola ed educazione.

Assistiamo allo svilimento e alla distruzione della scuola come conseguenza di scelte sbagliate fatte dal governo italiano.
Noi lavoreremo per il recupero dell’istituto scolastico, almeno per quel che si può fare all’interno del comune.

I bambini, la loro capacità critica, la loro libertà di pensiero, la loro consapevolezza, rappresentano il futuro della nostra società.

Ogni azione limitativa della capacità di educare, è un’azione che mina alle fondamenta del nostro futuro.

Con questo pensiero, sempre presente.. ci affacciamo all’attività politica.

In conclusione, saremo un’opposizione responsabile. Lavoreremo assieme per tutto ciò che rappresenta l’interesse del cittadino.
Ci auguriamo che nella visione del sindaco ci sia non solo la risoluzione dei problemi immediati, ma anche un progetto di lungo periodo nel quale la presenza del settore pubblico sia forte.
Ci aspettiamo reciprocità e altrettanta collaborazione, per far si che da posizioni, anche diverse, emerga la sintesi, in grado di soddisfare al meglio l’interesse dei cittadini e della nostra Venezia”