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Oggi 28 febbraio 2014, il ministro dell’Istruzione  S.Giannini ha firmato il decreto che prolungherà di un mese lo stanziamento dei fondi aggiuntivi per la pulizia e la sorveglianza delle scuole.

Ha così mantenuto la promessa fatta ai genitori che l’avevano incontrata a Treviso pochi giorni fa, durante la visita di Matteo Renzi alla scuola media Coletti.

Il Gruppo Provinciale dei genitori di Venezia (“GPII” Venezia) ha riportato il successo ottenuto con un comunicato stampa che l’Assessora Agostini non ha gradito.

Pare che l’Assessora abbia scritto via mail ai genitori:  “Vedo che sono diventata anonima e l’incontro è piovuto dal cielo. Cordiali saluti. N.n.”. Alla faccia di tutti i genitori che stanno lavorando per il ripristino dei finanziamenti alle scuole, senza chiedere niente a nessuno.

Tralasciando le tristi note del folklore politico nostrano, rimangono senz’altro un paio di osservazioni da fare.

C’è da chiedersi, in primo luogo: da dove verranno presi i finanziamenti attribuiti alle pulizie nelle scuole per il mese di marzo? Aumentare l’importo devoluto alla pulizia, per esempio, riducendo quello per la didattica, non sarebbe certo un gran passo avanti.

Il decreto legge  che proroga dal 28 febbraio al 31 marzo 2014, “la corresponsione degli emolumenti al personale delle organizzazioni che gestiscono contratti di servizi di pulizia ed altri servizi ausiliari stipulati dalle scuole per sopperire alla mancanza di personale”, non fa riferimento alla fonte del finanziamento. La scopriremo nei prossimi giorni? Certo dovremo andarla a cercare nel ginepraio della normativa scolastica, che pare proprio pensata per far in modo che non ci si capisca niente.

Altro dubbio è la liceità di tale proroga, che segue quella già prevista per i mesi di gennaio e febbraio 2014.

Se Manutencoop ha vinto l’appalto a fronte di un dato prezzo, infatti, è lecito che incassi molto più del costo “pattuito”?

E’ come dire che io vinco un oggetto ad un’asta per una data cifra, ma poi, pago l’oggetto molto meno, col consenso del venditore. I partecipanti all’asta, giustamente,  contesterebbero la modalità con cui è stata gestita l’asta stessa, no?

Analogamente, il MEF, tramite Consip, ha indetto una gara con il prezzo a ribasso, ma paga l’aggiudicatario molto più di quanto dovrebbe. Come mai le ditte concorrenti non stanno avanzando quella che sarebbe la lecita pretesa al rispetto delle regole?