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Come sappiamo dalle notizie apparse sui giornali locali delle ultime settimane, al rientro dalle vacanze, molte scuole del veneziano, interessate dall’appalto con Manutencoop FM spa, hanno trovato classi che non venivano pulite da prima di Natale.

Gli orari di occupazione del personale addetto al servizio di pulizia, con il nuovo appalto, erano stati ridotti anche fino all’80% ed il servizio di pulizia è risultato talmente insufficiente da provocare a Mira un’ordinanza del sindaco di sospensione delle attività didattiche e a Marghera un provvedimento del Dirigente Scolastico nella stessa direzione.

Sulla stampa sono apparse notizie di malori da parte di bambini con maggiori fragilità dell’apparato respiratorio.

In verità, quanto accaduto era scritto nella legge di stabilità 2014.

Il comma 748 dell’articolo 1, relativo ai servizi di pulizia nelle scuole, consentiva, infatti, in deroga all’appalto Consip, la prosecuzione fino al 28 febbraio 2014 dei contratti in essere al 31 dicembre 2013. Era poi prevista l’attivazione di un tavolo tecnico di confronto tra Governo e amministrazioni interessate, enti locali e organizzazioni sindacali per individuare, entro il 31 gennaio 2014, soluzioni normative o amministrative ai problemi occupazionali connessi alla gestione dei servizi di pulizia. Ciò vuol dire che la situazione di emergenza in cui ci si trova oggi era ben prevista.

Ma torniamo un attimo indietro. In data 22 novembre 2013, è stata attivata la convenzione tra Consip s.p.a. e Manutencoop FM s.p.a. per i servizi di pulizia e altri “servizi tesi al mantenimento del decoro” (ausiliariato, giardinaggio, disinfestazione etc.) presso le scuole ed i centri di formazione in Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Questa convenzione, prevede l’obbligo di Manutencoop FM di fornire il servizio di pulizia alle Istituzioni scolastiche che ne facciano richiesta, alle condizioni previste nella convenzione.

L’istituzione scolastica attiva il servizio impegnandosi formalmente con la ditta sottoscrivendo un modello chiamato “Ordinativo Principale di Fornitura” (OPF).

L’ordinativo però è sottoscritto solo dopo il sopralluogo della ditta mirato a condividere con la scuola un Piano Dettagliato delle Attività.

E’ questo documento che contiene i termini certi e specifici del servizio e senza di questo diventa difficile individuare le inadempienze della ditta.

M5S ha fatto richiesta di tali atti alla Assessora Agostini, la quale ha dichiarato che tali atti in molti casi non sono ancora stati redatti.

A questo punto viene spontanea la domanda: ma se i PDA (che secondo la convenzione sembrano essere degli atti necessari) non vengono redatti, i singoli accordi  Manutencoop e gli Istituti scolastici sono comunque validi?

In caso affermativo, sulla base di quali elementi si fonda il patto tra le parti, dato che la specificazione dei servizi dovrebbe essere contenuta nei PDA?

A queste domande troveremo risposta solo quando gli Istituti scolastici forniranno gli Ordinativi Principali di Fornitura (OPF), già chiesti dai genitori con richiesta di accesso.

Intanto l’Assessora Agostini dichiara di stare “monitorando” la situazione già dal 13 gennaio. Il “monitoraggio” tuttavia, appare tardivo rispetto ai disagi iniziati dal rientro dalle vacanze natalizie.

C’è inoltre da chiedersi quand’è che l’Assessora smetterà di “monitorare” e deciderà di sollecitare il sindaco affinché si faccia portatore del problema presso il governo, vera causa del disservizio.

La verità è che le famiglie si trovano nella morsa dei giochi elettorali. Questi appalti che costano ai cittadini più dei tradizionali bidelli, servono infatti a rendere alle ditte i favori resi  al Partito Democratico. Però il conto viene presentato a noi cittadini nei termini di privazione di diritti fondamentali. Sorge spontanea un’altra domanda: per quanto ancora gli italiani continueranno a votare il PD?